Risparmio energetico

UVAM (Unità Virtuali Aggregate Miste) e il Mercato dei Servizi di Dispacciamento in Italia

Il 31 di ottobre 2019 al Politecnico di Milano Higeco Energy è stata invitata come tecnology provider sul tema delle UVAM (Unità Virtuali Aggregate Miste ) in relazione al mercato dei servizi di dispacciamento in Italia.

La nostra posizione, nel corso dei vari incontri che hanno preceduto l’evento, è sempre stata la seguente, in relazione alla domanda: perché le rinnovabili non hanno partecipato alle UVAM?

 “perché non conviene“

Sappiamo tutti che le fonti rinnovabili:

  • per via dell’incentivo, hanno un costo opportunità di partecipazione troppo alto: perché perdere incentivo nella speranza di essere chiamati sull’MSD?
  • lavorando sempre vicino al massimo della potenza producibile, in base alla risorsa primaria, non possono mai “salire” ma solo scendere;
  • TERNA si è dimostrata poco interessata ad utilizzare le rinnovabili per servizi a scendere, ma solo a salire, per ragioni (sbagliate) di decarbonizzazione;

Ma cosa fare allora?

Un’idea potrebbe essere quella di allargare la platea di servizi di bilanciamento da mettere a mercato, come il Controllo di Tensione tramite lo scambio di energia reattiva.

I generatori connessi tramite convertitori statici (PV ed Eolico) sono ottimi per scambiare energia reattiva senza di fatto perdere energia attiva.
In particolare il PV, avendo una ‘capability curve’ circolare e non lavorando quasi mai alla massima potenza nominale, ha spesso una riserva di energia che può essere scambiata come reattiva, con perdite trascurabili di energia attiva.

Inoltre gli inverter fotovoltaici più recenti permettono lo scambio di reattiva anche di notte, assorbendo potenza attiva dalla rete e sfasandola.
Ne consegue che le RES potrebbero iniziare a valorizzare, vendendola sul mercato, un risorsa che hanno gratis e che oggi purtroppo si butta via e che si potrebbe stimare in un 30% della capacità.

Terna, ad esempio, potrebbe iniziare ad usare la reattiva a basso costo dai PV invece di comprare costosi STATCOM o VARCOM per gestire il problema in modo centralizzato.

Certamente un processo più difficile ma inevitabile dato l’aumento della generazione distribuita.

Il sistema di controllo per mandare i comandi per la gestione della reattiva sono per noi già una realtà,  installati a bordo dei nostri sistemi, ed utilizzati in molti impianti in Africa e America Latina da anni.

Da non trascurare anche il tema della riserva secondiaria e terziaria, due servizi già a mercato che potrebbero essere maggioramenti sfruttati dalle rinnovabili grazie all’uso di storage.

In generale l’uso di sistemi di accumulo sugli impianti fotovoltaici Utility Scale può contribuire sia alla stabilizzazione dell’andamento dei prezzi, nel medio-lungo periodo, che a favorire l’accesso delle rinnovabili non programmabili ai mercati dei servizi ancillari.

Inoltre da uno studio recente, mutuando dall’Inghilterra e dalla Germania, dove è stato attuato uno specifico piano per incentivare lo storage, si deduce che in un’ipotesi di totale ottimizzazione della gestione degli storage, raggiungere gli obiettivi di diffusione al 2030 previsti dal PNIEC, porterebbe benefici potenziali ai consumatori per €2,6 miliardi grazie alla riduzione del PUN medio determinata dal time-shifting della produzione rinnovabile.

Ne riparleremo dopo l’ Electricity Market Report 2019 del 31 ottobre al Politecnico di Milano