Il legislatore è intervenuto in un contesto caratterizzato da evidenti criticità operative: tempistiche di approvazione, complessità procedurali e ritardi nelle comunicazioni hanno reso, per molte imprese, di fatto impraticabile l’utilizzo dei crediti entro il 2025.
In questo scenario, la scelta di concentrare la fruizione del credito entro il 31 dicembre 2026 rappresenta un tentativo di riallineare la norma alla realtà operativa, consentendo una compensazione più rapida e coerente con i tempi effettivi degli investimenti.
Tuttavia, questa apparente semplificazione nasconde un cambiamento strutturale molto più profondo.
